Il progetto RES H/C SPREAD per lo sviluppo delle rinnovabili termiche

Il progetto RES H/C SPREAD Renewal Energy Sources Heating and Cooling Strategic Actions Development (coordinato da ISINNOVA Roma) per lo sviluppo delle rinnovabili termiche

di Stefano Faberi, ISINNOVA, e pubblicato in Ecoscienza

Nell’Unione Europea il potenziale delle energie rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento è ancora largamente inutilizzato. In Italia in particolare Il riscaldamento ed il raffreddamento costituiscono circa la metà del consumo energetico complessivo del paese rappresentando quindi una quota molto  importante dei consumi finali dell’energia, superiore a quella degli usi elettrici e del trasporto. Inoltre il 75% dei combustibili utilizzati per questi usi finali continua ad essere di origine fossile (di cui circa la metà è costituito da metano). Ciò significa che il settore del riscaldamento e raffreddamento ha un ruolo cruciale da svolgere nella transizione dell’Italia e dell’Europa verso un sistema energetico efficiente e decarbonizzato e nel raggiungimento della sicurezza energetica a lungo termine. La sfida è quindi quella  di mitigare la domanda di riscaldamento e raffreddamento aumentando l’efficienza degli impianti e degli edifici, massimizzando l’uso delle energie rinnovabili e riducendo i costi di riscaldamento e raffreddamento a livelli accessibili a tutti. La Commissione Europea è quindi seriamente impegnata nel promuovere l’uso di queste fonti e tecnologie energetiche, come dimostrato dalla Direttiva sulle Energie Rinnovabili, 2009/28/CE, (che definisce obiettivi nazionali vincolanti e piani di azione nazionali per le energie rinnovabili) e dalla Direttiva sull’Efficienza Energetica 2012/27/EU, (Art. 14, “Promozione dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento”).

In questo contesto, essendo la produzione e gestione dell’energia prodotta dalle rinnovabili strettamente legata al territorio ed, in genere, indipendente dai gestori nazionali, le regioni e i comuni svolgono un ruolo cruciale per la diffusione e valorizzazione di queste risorse naturali (sole, biomasse, geotermia). Il progetto RES H/C SPREAD (RES Heating and Cooling –  Strategic Actions Development), riconoscendo quindi la centralità del ruolo degli enti territoriali, si propone fornire loro supporto in termini di conoscenze e buone pratiche mirando a rafforzare la loro capacità di pianificazione in un quadro di sviluppo sostenibile.

A tal fine il progetto RES H/C SPREAD ha sviluppato, in collaborazione con sei regioni europee, altrettanti piani regionali pilota per il riscaldamento e il raffrescamento da fonti energetiche rinnovabili e ha prodotto, sulla base di tale esperienza, guide metodologiche e strumenti che sono messi a disposizione delle agenzie locali di sviluppo e delle amministrazioni regionali che ne volessero fare uso. Le sei regioni coinvolte, rappresentative delle principali zone climatiche europee, sia pur con prevalenza delle zone mediterranee, sono: Castiglia e León in Spagna, Emilia Romagna (Italia), la Regione di Riga in Lettonia, la Regione di Rodope in Bulgaria, la Macedonia Occidentale in Grecia e la Regione di Salisburgo in Austria. Il progetto RES H/C SPREAD è co-finanziato dal programma Europeo “Intelligent Energy Europe”, ed è portato avanti da un consorzio di 11 partner coordinati dalla società italiana ISINNOVA. I partners sono costituiti da agenzie energetiche nazionali (Greca e Austriaca), agenzie regionali di sviluppo e/o di gestione ambientale (in Bulgaria, Italia, Lettonia e Spagna) e da società di consulenza (in Italia). I partners italiani sono, oltre al coordinatore, l’ARPAE dell’Emilia Romagna ed il Comitato Termotecnico Italiano. Il progetto è iniziato nel 2014 ed avrà termine nell’ottobre del 2016.

Figura 1: Le sei regioni pilota in Europa

Il processo di sviluppo dei piani regionali messo a punto dal progetto si può suddividere in cinque passi fondamentali: visione strategica e definizione degli obiettivi, raccolta e organizzazione dei dati, analisi dei potenziali di domanda di riscaldamento e raffrescamento e di offerta di fonti rinnovabili e/o di calore a bassa temperatura e relativo sviluppo di mappe territoriali, analisi costi benefici, identificazione delle strategie di intervento e delle relative politiche di implementazione (in base agli obiettivi strategici fissati all’inizio). Queste fasi costituiscono un processo ciclico ed iterativo dove ognuna di queste si alimenta della precedente e fornisce i propri dati alla successiva. La figura seguente mostra schematicamente questo processo in cui la prima fase, quella della visione e della definizione degli obiettivi strategici, si sovrappone all’ultima dove vengono identificate le politiche per il raggiungimento di tali obiettivi.

Figura 2: Le fasi di elaborazione del piano regionale

L’intero processo di sviluppo del piano viene portato avanti in stretta collaborazione con i così detti “Country Governance Commitee” in modo da assicurare, sin dalla prima fase di lavoro, il coinvolgimento attivo dei principali portatori d’interesse della regione (amministratori regionali e comunali, imprenditori, gestori e distributori dell’energia, consulenti, ricercatori, ecc.). Questi comitati di governo regionali sono parte integrante del processo di sviluppo del piano e si sono dimostrati, in tutte le sei regioni pilota del progetto, fattori determinanti. I comitati hanno infatti sostanzialmente aumentato la consapevolezza sia del settore privato, specie per ciò che riguarda le potenzialità di investimento nelle rinnovabili termiche e le politiche da implementare per il superamento delle barriere economiche e normative, sia di quello pubblico così da consentire l’inserimento dei piani approntati dal progetto all’interno delle più generali politiche di pianificazione regionale.

Oltre all’importante esperienza conseguita a seguito della partecipazione dei portatori di interesse delle regioni pilota allo sviluppo dei piani, il progetto ha favorito lo sviluppo di mappe tematiche georeferenziate sui potenziali di domanda e offerta delle rinnovabili termiche. In particolare, in alcune delle regioni pilota che non disponevano all’inizio del progetto di tale strumentazione di analisi territoriale (come nel caso della Bulgaria, Grecia, Italia e Lettonia) ciò ha significato un notevole passo avanti in termini di sviluppo delle metodologie di analisi e stima dei potenziali di domanda, di geolocalizzazione dell’offerta di energia rinnovabile (come nel caso delle biomasse o della disponibilità di energia termica a bassa temperatura sia da fonte geologica che industriale) e di raccolta, ordinamento e patrimonializzazione di una notevole messe di dati. È il caso ad esempio dell’ARPAE dell’Emilia Romagna che ha potuto valorizzare le proprie banche dati ambientali e quelle sulle emissioni di CO2 incrociandole con le banche dati censuarie o con altre fonti di dati geroreferenziati. Le due figure seguenti mostrano, a titolo di esempio, la prima la mappa della domanda di riscaldamento invernale della Regione Emila Romagna, con aggiunte alcune notazioni metodologiche utilizzate da ARPAE per il calcolo di tali dati, e la seconda la mappa della domanda e offerta termica (impianti di teleriscaldamento, termovalorizzatori, ecc.) della città di Bologna. Queste mappe sono disponibili per tutti i maggiori comuni della regione.

Figura 3: Mappa della domanda di riscaldamento invernale della regione Emilia Romagna
Figura 4: Mappa della domanda e offerta di energia termica della città di Bologna

Un altro strumento importante utilizzato all’interno del progetto è stato l’applicativo EnergyPLAN, sviluppato dall’università danese di Aalborg per l’analisi costi benefici di interventi di efficientamento energetico o di introduzione di rinnovabili (www.energyplan.eu). Tale strumento è stato utilizzato dalla maggior parte delle regioni pilota per valutare la fattibilità economica di interventi di sostituzione o introduzione di fonti rinnovabili per il riscaldamento invernale.

Al termine del progetto (fine ottobre 2016) saranno disponibili per chi ne facesse richiesta guide metodologiche per lo sviluppo di un piano regionale. Tali guide contengono le basi di calcolo per l’analisi dei potenziali di domanda di riscaldamento e raffrescamento, le indicazioni delle principali basi dati GIS utilizzate dalle regioni pilota, le indicazioni per impostare il calcolo costi benefici mediante l’uso dell’Energy Plan come pure indicazioni e suggerimenti per gestire in modo efficace i comitati di governance.